L’apertura della trota si avvicina. E non sarà un giorno di pesca come gli altri: l’attesa dopo mesi lontani dal torrente, le temperature rigide (in acqua e non solo), l’affollamento di pescatori, l’obbligo del ”piede asciutto” per evitare di calpestare le uova di trota in fase di schiusa. All’appuntamento è bene presentarsi pronti, nello spirito e nell’attrezzatura. Per non farci mancare nulla, noi di Anonima Cucchiaino abbiamo chiesto a cinque amici e grandi pescatori, maestri nello spinning e nella mosca, di darci qualche consiglio su come affrontare il ritorno al torrente: a che ora andare a pesca, quali esche scegliere, che zone del fiume battere, quali tecniche di recupero adottare. A formare il nostro Dream Team sono Savino Re (il Savio), cacciatore di marmorate a spinning in Sesia, Mario Gianninone (il Ruccio), decano dei moschisti del Toce, Roberto Cazzola, padre dello spinning italiano e inventore della tecnica spinfly, Matteo De Falco, pescatore top per versatilità e direttore di Caccia e pesca, e Mario Narducci, presidente dello Spinning club Italia. Approcci e stili diversi, un unico obiettivo: cominciare la stagione della trota con un bel pesce in fondo alla lenza, sempre nel rispetto del fiume e dell’ambiente.
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Spinfly… nuovi orizzonti tra spinning e fly fishing
Ad essere sincero appena ho sentito parlare di Spinfly ho avuto una reazione molto scettica… ho pensato che non mi sembrava una gran novità, né una grande idea.
Parlando con Jacopo abbiamo pensato alla “Fusion” di Luciano Cerchi oppure all’opposto a quei balcanici che lanciano streamer da 20 grammi usando solo backing e finale 0.30, canna da mosca ma lancio a spinning. Ma ha davvero senso lo Spinfly?
Però dietro questa parola “Spinfly” c’era un grande nome, il nostro Roberto Cazzola, quindi abbiamo voluto approfondire l’argomento e capire meglio cosa ci fosse di nuovo e se fosse davvero interessante. E poi: come cavolo si fa a lanciare una mosca secca a 15 metri con una canna da spinning?
Intervista a Roberto Cazzola
Indubbiamente uno dei padri dello spinning italiano. Appena inizia a pescare si appassiona velocemente a questa tecnica ancora sconosciuta. Immagino la faccia dei vecchi di paese che lo guardano sbigottiti macinare lanci su lanci con uno strano pezzo di metallo ritorto in fondo alla lenza. Dopo pochi anni si rende conto che, malgrado sia ancora giovane, lo spinning deve continuare a evolversi anziché fossilizzarsi e dal ’76 inizia questa crociata che lo consacrerà come “l’Innovatore”. Collabora con la rivista Pescare e l’emittente Caccia&Pesca, oltre a pubblicare quattro libri che diventano velocemente capisaldi dell’editoria alieutica: Pesca al black-bass con esche artificiali, Spinning al luccio, Pescare la trota con esche artificiali e Il cavedano a spinning. Nel 1980 fonda lo Spinning Club Italia, l’associazione che si dedica alla diffusione dello spinning sul territorio nazionale e alla conservazione degli ambienti acquatici, che oggi unisce migliaia di appassionati. Grande sostenitore del top water, come si capisce bene dal suo sito e dal suo forum, che ritiene essere la tecnica più emozionante di tutte, diffonde l’utilizzo di propeller e jitterbug. Introduce il mulinello a bobina rotante nella pesca al luccio apportando una sua modifica: la manovella a sinistra, adesso utilizzata da tutti in Italia. Anche se ha declinato le proposte di diversi produttori si è dedicato anche alle canne da pesca inventando prima il tunnel e poi la particolare azione no-angle. Non contento inventa anche lo Spinfly, il sistema che permette di pescare anche a mosca secca con l’attrezzatura da spinning. Sull’onda della costruzione di mosche dedicate allo spinfly, adesso si sta dedicando a quello che chiama Alternative Bass-fishing costruendo artificiali di nuova concezione come lo slow-prop, un rotante che gira anche a bassissime velocità, e imitazioni di volatili vari le cui zampe sono formate da propeller.
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