La scoperta della pesca con il cucchiaino, gioiello sottomarino

La trota ai tempi di Zorro“La trota ai tempi di Zorro”;
Michele Marziani; Derive Approdi, 2006.

I primi lanci a cucchiaino li ho fatti con papà che ero un bambino. Preparavamo i panini e la sedia con i vestiti pronti la sera prima, poi la notte quasi non dormivo dall’emozione. Stivali di gomma, gilet con due scatolette di metallo piene dell’unica esca: Mepps. Le scelte erano: misura 1 o 2, eccezionalmente il 3; argento, oro e pallini di vari colori… Papà mi guidava sul piccolo torrente in estate e mi insegnava dove erano le trote e come fargli arrivare il cucchiaino davanti al muso… con lanci precisi al centimetro tra i rami e le radici delle rive, da destra, da sinistra, da sotto, con piccoli movimenti di polso la sua canna era un fioretto e la pesca era matematica e poesia! Ero fiero della mia cortissima Hardy in fibalite con il piccolo mulinello Cardinal bobinato a 0,16. Il torrente Agogna,  vicino ad Orta e Gozzano, in estate era il teatro dei miei sogni di pesca con papà ed ora è il luogo di bellissimi ricordi di infanzia. Sull’Agogna Stefano Baldazzi Morra, protagonista del libro, inizia le sue avventure di pesca a 13 anni, una passione che,  a me e a molti tra voi, segnerà per sempre la vita. Proprio in estate, in un giorno torrido troviamo Stefano in riva al torrente…. Continua a leggere

Un padre pescatore

un-ombrello-per-le-anguille“Un ombrello per le anguille”; Michele Marziani;  Guido Tommasi Editore, 2012.

A Marzo di quest’anno è uscito “Un ombrello per le anguille” di Michele Marziani, per Guido Tommasi Editore. In rete già altri ne hanno parlato ed io, finalmente, l’ho letto. L’ho letto tutto d’un fiato in una notte. Non mi vergogno affatto di dire che ho riso e pianto come non mi accadeva da tempo. Non solo è scritto bene, ma è vero. Vero nel sentimento ed in ogni dettaglio di quei singoli quadri che sono i 19 racconti di cui si compone. Con il permesso del gentilissimo Michele, pubblicheremo, oggi ed in futuro, alcuni piccoli estratti. Un pescatore leggendo non può non rivivere momenti importanti della sua passione, anzi sarà felice che qualcuno abbia trovato parole per comunicare sensazioni difficili a dirsi. Nel mio caso poi l’immedesimazione è stata travolgente, l’autore infatti ha frequentato Sesia, Toce, Lago d’Orta… le “mie” acque. E poi l’Agogna come primo torrente… anche per me lo è stato! Però io, a differenza dell’autore, ho avuto una grande fortuna che questo racconto sottolinea: io le mie prime volte a pesca ci andavo con mio padre, mi insegnava tutto, riti e magie, lanci e nodi, e molto altro… il padre pescatore che ogni pescatore vorrebbe! Dedichiamo questo racconto a tutti i padri pescatori.
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