Un giorno di settembre del 1997 sono tornato a casa col mio bel numero di Pesca in mare appena comprato e ho iniziato a leggere avidamente gli articoli che, come al solito, mi facevano sognare pesci e posti fantastici che speravo, prima o poi, di catturare e visitare. Finiti i pezzi forti ho scartabellato svogliatamente i contenuti di contorno, che raramente sono all’altezza dei primi. Poi mi è caduto l’occhio su una lettera alla redazione decisamente più lunga del solito. L’ho letta d’un fiato. Poi l’ho riletta. E molte altre volte nei giorni successivi. A distanza di quindici anni mi capita ogni tanto di ripensarci ancora…
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Al capolinea – The End of the Line
Liberamente tratto da “Un mondo senza pesci” a cura di Nicola Ferrero di Slow Food e allegato al documentario “The End of the Line” di Rupert Murray – Feltrinelli.
The End of the Line è un documentario presentato al Sundance Film Festival 2009. Ed è anche un bel pugno nello stomaco. Ispirato al libro-inchiesta di Charles Clover, il film analizza insieme a ricercatori ed esperti la pressione di pesca sugli stock ittici facendo previsioni sul futuro degli oceani. Se lo sfruttamento delle risorse continuerà a questi ritmi, la maggior parte delle specie ittiche si estinguerà entro il 2048. Di seguito l’interessante intervista al regista a cura di Laura Stefani, contenuta nel libro che accompagna il dvd.
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La stanza dell’autocostruzione -4- Enriko Project Bait

Cavalletta Enriko Project Bait
Oggi, al quarto episodio della nostra saga di interviste agli autocostruttori di minnow italiani, vi presentiamo un nome che nel web è già sinonimo di simpatia e coinvolgimento tra pescatori, infatti non lo conosciamo solo per la bellezza e la creatività delle sue esche, ma anche per il suo “frizzante” gruppo su Facebook. Oggi “Enriko Project Bait”ci racconta la sua storia e i suoi consigli… Continua a leggere
La stanza dell’autocostruzione -2- Psyco Lures
L’offerta commerciale di esche artificiali per il pescatore contemporaneo è vastissima! Questo per la gioia dei nostri sogni, delle nostre fantasie alieutiche e per il dispiacere del nostro portafogli… per non parlare delle fidanzate disperate di fronte a scatole su scatole sempre piene di nuove diavolerie. Molte esche artificiali in commercio, sia tra i negozianti di fiducia, sia nel vasto mondo del web, sono davvero formidabili e bellissime, difficilmente raggiungibili in laboratorio artigianale fai-da-te… e poi, ne vale davvero la pena? Molti pensano di sì, vuoi perchè sperano di risparmiare qualcosa (ma non ci credo molto), vuoi per la grande soddisfazione di prendere pesci con le proprie creazioni! Questa a mio avviso la vera motivazione: l’inganno è completo se persino l’esca nasce dalle nostre mani. Oggi vi presentiamo Psyco Lures, il secondo episodio di questa serie di interviste… Continua a leggere
Paure, deliri e la grande pesca allo squalo
Liberamente tratto da ”Paure, deliri e la grande pesca allo squalo”, di Hunter S. Thompson - B.C. Dalai Editore 2010 -(“The Great Shark Hunt”, 1979)
Un libro che è una raccolta di articoli apparsa negli anni ’70 in USA su Playboy, Rolling Stones e New york Times (quello che segue è un estratto da Playboy), un autore che è leggenda… l’inventore del giornalismo “gonzo”. Avete presente il celebre film “Paura e delirio a Las Vegas?” E’ tratto dai suoi scritti, che tra le altre cose sono autobiografici! Ebbene prendete un giornalista psichedelico anni ’70, dedito ad alcool e droghe; avvezzo ad occuparsi per lo più di campagne elettorali, mettetelo nel mezzo di un torneo di pesca d’altura… ne esce un pezzo scritto da un punto di vista interessante, certamente distante da quello di noi pescatori!
Mi viene da dire che se Hunter fosse stato capace di apprezzare di più l’alto mare e la pesca, avrebbe fatto durare di più le Mustang e consumato meno droga… Di cosa sto parlando? Leggete e lo capirete.
Ah, potremmo anche noi interrogarci sull’importanza dei ruoli su una barca da pesca… Continua a leggere
Pesca&Fidanzata – Lui, lei e io…
Le nostre donne, a meno che non siano pescatrici, odiano la pesca e il tempo che le dedichiamo. Il pescatore è quindi costantemente alla ricerca di un equilibrio per la convivenza, più o meno pacifica a seconda delle capacità diplomatiche, tra le due passioni. Ecco un punto di vista nuovo, una voce del coro delle fidanzate, quella della mia compagna, Monica.
Non ho mai pensato potesse guardarmi con quegli occhi, dedicarmi una tale quantità di tempo, affrontare così tanti disagi e spendere così tanti soldi per me. E infatti non lo fa. Ho capito presto, ma non abbastanza, che la nostra sarebbe stata una relazione aperta. Io odio le relazioni aperte, sono inammissibili, dal mio punto di vista bigotto e antico, eppure mi ci sono ritrovata in mezzo, senza poter scegliere.
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Kayak fishing con aguglia salvacappotto
Quando giro in kayak porto sempre una trainetta. Piuma, 0.20, sughero sotto il piede di modo da sentire le abboccate delle occhiatine pur avendo le mani impegnate dalla pagaia. Ma visto che nell’Anonima va fortissimo lo spinning in mare, decido di evolvermi anche io. Compro da Fishing Evolution due pescetti de fèro, di cui ignoro marca e modello. Uso la fidata Shimano Telescopica da 2.10m, comoda da portare in moto, e il mulinello Spendibene, 0.25 in bobina.
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A Pesci Serra sognando la big Leccia

Quest’estate ho pescato molto meno di quanto avrei voluto.
Da me ci si aspetta un pochino di più; degli anonimi – per quanto di B – sono pur sempre il più marittimo.
Ho pescato solamente 4 volte : un’uscita a spinning in Spagna, una nottata di Surfcasting in Toscana e due uscite di traina con il vivo a Bocca d’Ombrone.
3 volte ho cappotato.
Ma andiamo con ordine …
Ricciola Last Minute
Se vostra moglie vi chiama per portarla in spiaggia, se il vostro capo si aspetta una vostra consegna, se avete qualcosa da fare di urgente, non leggete questo articolo. Non sarò breve, ma per chi non ha fretta, racconto gli ultimi giorni di pesca al mare: appunti su tecniche, cappotti e catture, considerazioni generali sulla pesca in mare. Per voi questo è comunque un buon modo per sembrare concentrati davanti al computer e far finta di lavorare mentre leggete parole di pesca. Se una brutta giornata di pesca è sempre meglio di una bella giornata di lavoro, un brutto articolo di pesca è sempre meglio di un bell’articolo sullo spread!
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Il mare è salato
Dopo tanto silenzio, quasi dieci giorni, l’Anonima torna a divulgare il suo verbo ticchettando sulla tastiera del computer da un baretto elbano.
Dopo un’annata di pesca d’acqua dolce è arrivato anche per noi l’annunciato appuntamento con la pesca in mare ma, diciamolo subito: è stata una partenza lenta, la partenza dei maratoneti più che lo scatto dei velocisti. (Giusto per stare in spirito olimpionico).
Siamo all’isola d’Elba da una settimana e contiamo solo un’uscita e mezzo all’attivo.
Un tentativo di spinning dalla massicciata esterna del porto in un tramonto decisamente ventoso, ed un’alba a Inchiku e Kabura, (anzi a Tamagotchi come è stata ribattezzata l’unione di queste due tecniche) con trasferimenti agli spot in traina di superficie. Continua a leggere
