Come spesso è successo in passato (vi invitiamo a spulciare i vecchi articoli. N.d.R.), anche oggi volevo soddisfare l’appetito culturale dei nostri coltissimi lettori con un estratto di un libro. Un libro di pesca naturalmente. Tuttavia quando devi scegliere solo una pagina o due tra le circa trecento de “Il Grande Silenzio” di Thomas McGuane l’impresa è ardua… sono un susseguirsi di racconti di vita vissuta dell’autore, pagine di passione profonda per la pesca e di aneddoti straordinari ed anche di straordinaria ordinarietà. Avanti e indietro per tutti gli Stati Uniti d’America, allamando tarpoon, permit, bone fish ma soprattutto trote. Le trote sono principio e fine del rapporto mistico dell’autore con la pesca. Ad ogni modo questo libro merita senza dubbio due articoli diversi una “prima” e “seconda” parte con aspetti diversi tra loro: prima parte un invito alla coscienza ambientale e seconda parte un invito all’approccio contemplativo della pesca. I veri e propri racconti di pesca lasciamo che li scopriate voi nel libro. Eccovi il primo estratto… Continua a leggere
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Le fario della Bosnia: unico Una
Quando leggo il programma fibrillo un attimo, la sorpresa triangolata tra i miei, Monica e l’Anonima è meravigliosa, ma cerco di non lasciarmi trascinare, diviso tra adrenalina e consapevolezza che nel mio mestiere non si può prevedere nulla. Per questo le ferie, spesso, saltano. Anche all’ultimo minuto. Così, buono buono, aspetto pazientemente fino a giovedì sera. Allora, ciao… Ciao a lunedì. Ora è il momento di urlare! Venerdì mattina passo a prendere Francis, Pietro e ci lasciamo alle spalle la città: destinazione Bihać, sulle rive dell’Una in Bosnia.
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I grandi salmonidi a mosca del Mittagsee
I giorni delle feste mettono una certa pigrizia al pescatore, sarà il freddo, saranno le mangiate, fatto sta che l’idea di prendere trote in un laghetto con la stessa facilità con cui puoi prender canditi in un panettone sembra allettante. Se poi qualcuno ti dice che a un’ora e mezza di macchina c’è un posto molto bello con acque pure e trote più grandi dello zampone di Capodanno, allora metti il cappotto da lucci nell’armadio e ti prepari per la gita al laghetto. La scusa è pronta: si pesca solo a mosca e dobbiamo fare pratica in vista dell’imminente apertura. (Ancora due lunghissimi mesi!) <Ma questa laghettata è l’ultima dell’anno! Giurin-giuretta non lo facciamo più!> Continua a leggere
Report dal Salone Nazionale Pesca a Mosca Valli di Lanzo
Non ero mai stato ad una fiera di pesca, evidentemente non perché l’argomento non mi interessa, ma perché alle fiere si va nel tempo libero e, se vai alla fiera, non sei a pescare! Tra i pescatori da fiera e i pescatori a pesca, preferisco nettamente i secondi. Continua a leggere
Ninfomania… no, niente sesso, solo passione per le ninfe!
Quando l’acqua è velata, lo streamer è proibito ed il freddo comincia a farsi sentire, non si può presumere di imbattersi direttamente sulle bollate dei pesci… la mosca secca pare utopia.
“Diceva Albert Camus che l’unica domanda seria da farsi è se suicidarsi oppure no. Con la ninfa è lo stesso. Occorre peso, una mosca pesante, un lancio a due tempi. lanciare diventa allora questione di porre tutto in acqua e di farlo con ordine. Il che esige una tecnica di pesca più raffinata di qualsiasi altro tipo di pesca, poiché al pescatore è richiesto di valutare il fiume in ogni sua dimensione. Svaniscono allora le gioie del lancio, quel costante controllo e aggiustaggio del loop che possiamo paragonare al camminare o al remare. Le gioie del lancio svaniscono perché l’ignobile attrezzatura ci rovina l’azione della canna” (Thomas Mc Guane, “Il Grande Silenzio”).
Ignobile o quasi, così mi è sempre parsa la pesca a ninfa fino a sabato scorso quando Alessandro Negri (nipote di Luca) pazientemente me ne ha svelato tecnica e malizie sull’Adda, in Valtellina. Continua a leggere
Pesca a mosca in Valtellina. Adrenalina Adda
Venerdì sera con una discreta ansia misuro la febbre… 37,5… maledizione! L’appuntamento del sabato non posso mancarlo: pesca a mosca in Valtellina con Jacopo e Andrea. Obiettivo: trote e temoli. No kill, coda galleggiante e ardiglione schiacciato.
Mi sparo un cocktail di medicine spaventoso e mi infilo nel letto. Risveglio non dei migliori, ma confido in un’altra massiccia dose di medicinali un po’ a casaccio. Mi vesto ripetendomi un vecchio detto di mio padre. “…O muori, o ti passa!” Continua a leggere
Chiusura Stagione Trota 2012
Si è chiusa la stagione della trota 2012 ed io mi sento con il magone, come quando finivano le vacanze da bambino… Perché? Perché il calendario è così crudele? Ma come sempre la pesca è metafora della vita e la stagione della trota è così bella proprio perché ha un inizio ed una fine, come la vita stessa! Spiegalo tu ad Highlander e Twilight che la meraviglia della vita è nella sua precarietà e nel suo divenire che rendono preziosi istanti mai uguali tra loro. Per questo ogni stagione la vivi tanto intensamente, perché sai che finirà.
L’inverno, al pescatore di trote, sembra fatto apposta per affilare ami, studiare libri o legare mosche… lasciare che le sue amiche-nemiche si riposino, si riproducano e crescano in attesa del grande giorno: l’Apertura della prossima stagione.
In coda a questo breve articolo una galleria di immagini tira le somme di come è andata questa stagione di pesca alla trota, ma prima due parole sull’ultimo weekend di passione… Continua a leggere
Intervista al Gatto con gli Stivali
La prima volta che sono entrato dal “Gatto con gli Stivali” è stato per caso, ho chiesto rapidamente se avevano “girelle con moschettone” e “mepps”… Negoziante e clienti mi hanno guardato perplessi, abbozzando il sorriso di chi rammenta memorie lontane… Non mi ero accorto di essere in un tempio della pesca a mosca. Solo mosca. Sono uscito un po’ imbarazzato, ma siccome l’Anonima un po’ di mosca la pratica, mi sono innamorato subito di quel posto. Questa è una specie di pubblicità spontanea: grandi scaffali in legno, il morsetto sempre all’opera per creare nuove “flies”, foto di pesci pazzeschi alle pareti, attrezzatura di ogni tipo e sempre della massima qualità e, soprattutto, loro due: Orazio Gatti e Alberto Notarbartolo, due con la febbre della pesca negli occhi, quando parli con loro parli con i pescatori prima che con i venditori.
Adesso, insieme al resto dell’Anonima, frequento il Gatto da un po’ di tempo. Credo di essere un pessimo cliente: compro poco ma in compenso sono sempre lì a chiacchierare, chiedere, ma soprattutto ascoltare i due “dall’altra parte del banco” e i loro avventori, molti dei quali sono dei veri guru della pesca a mosca. Ecco come nasce quest’intervista doppia: la voglia di presentare a tutti i nostri lettori curiosità sulla vita di questi due pescatori, i loro consigli e pensieri sulla tecnica della mosca! Continua a leggere

