Le voci intorno a me si fanno sempre più fioche e lontane nella mia mente. Sono io che, seduto su questa sedia, mi sto allontanando perso in pensieri. Qualche stoviglia contro l’altra mi scuote dal torpore ed accenno un sorriso a chi mi rivolge la parola o mi lancia uno sguardo cercando consenso. Ma perché sono qui? Oltre il vetro appannato del soggiorno gracchiano i corvi ed il cielo si abbassa fino a sfiorare i tetti delle case come enorme soffice cuscino bianco. L’immensa quiete del freddo invernale lì fuori, mi appare adesso così attraente che, immobile, scalpito sulla sedia. Mangio ancora un dattero e a fatica altra frutta secca accompagna il caffè. Ci si vuole bene tra queste mura e si è felici di questa atmosfera, la si celebra con un fitto chiacchiericcio. Anche io sono felice, ma un po’ meno, solo perché immagino il corvo gracchiare e l’eco dei miei passi che spezzano il silenzio su foglie e rami gelati. Continua a leggere
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La scoperta della pesca con il cucchiaino, gioiello sottomarino
“La trota ai tempi di Zorro”;
Michele Marziani; Derive Approdi, 2006.
I primi lanci a cucchiaino li ho fatti con papà che ero un bambino. Preparavamo i panini e la sedia con i vestiti pronti la sera prima, poi la notte quasi non dormivo dall’emozione. Stivali di gomma, gilet con due scatolette di metallo piene dell’unica esca: Mepps. Le scelte erano: misura 1 o 2, eccezionalmente il 3; argento, oro e pallini di vari colori… Papà mi guidava sul piccolo torrente in estate e mi insegnava dove erano le trote e come fargli arrivare il cucchiaino davanti al muso… con lanci precisi al centimetro tra i rami e le radici delle rive, da destra, da sinistra, da sotto, con piccoli movimenti di polso la sua canna era un fioretto e la pesca era matematica e poesia! Ero fiero della mia cortissima Hardy in fibalite con il piccolo mulinello Cardinal bobinato a 0,16. Il torrente Agogna, vicino ad Orta e Gozzano, in estate era il teatro dei miei sogni di pesca con papà ed ora è il luogo di bellissimi ricordi di infanzia. Sull’Agogna Stefano Baldazzi Morra, protagonista del libro, inizia le sue avventure di pesca a 13 anni, una passione che, a me e a molti tra voi, segnerà per sempre la vita. Proprio in estate, in un giorno torrido troviamo Stefano in riva al torrente…. Continua a leggere
Pesca&Fidanzata – L’attrezzatura
L’amore è un’esperienza totalizzante. Quando ne si viene travolti si vuole conoscere ogni aspetto dell’oggetto del desiderio, tutto ciò che lo riguarda diventa interessante e importante. Chi ci si trova invischiato la chiama passione, gli altri invece la scambiano spesso per ossessione…
Questo è un capitolo abbastanza spinoso.
Io, per ovvie ragioni, non ne capisco molto ma devo far finta di saperne un sacco per poter sostenere delle conversazioni con Jacopo che non parla d’altro. Nella mia ingenua ignoranza ho sempre pensato che per pescare bastasse un bastone, un filo, un amo e un vermicello sacrificale che avrebbe dovuto durare una giornata intera. Chiaramente mi sbagliavo.
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Ci sono siluri a Spino d’Adda ?
Gli amici di Facebook hanno già visto la foto, i miei compagni anonimi conoscono i dettagli, ma comunque ho deciso di fare un mini report che tratta la cattura del primo siluro ( decisamente Small ) da parte di un membro dell’Anonima Cucchiaino.
Tributo al Sesia
Spettacolare video girato da Cristiano. Una poesia in immagini che racconta una bella giornata sul Sesia. Natura, ricerca, passione e l’acqua che col suo richiamo ci porta sulle rive a cercare i nostri sogni. Purtroppo mancano le catture ma quelle della stessa giornata potete vederle qui.
Grazie Cristiano da tutta l’Anonima!
Rock ‘n’ Rod!
Fario nella corrente
Anche se ho già pescato tutto il giorno, sabato sera sono esaltato come il bambino la sera prima di Natale. Finalmente andrò a pescare in solitaria sul fiume. Ne ho un bisogno fisico e spirituale che non so spiegare… Quando sono da solo sul fiume ho una concentrazione ed un livello di meditazione che non riesco mai a raggiungere altrimenti.
Non incontro il Buddha, o qualche dio banale, ma il Nirvana mi è molto vicino se un lancio mi esce bene o se sento una bella botta in canna… gli dei del fiume mi parlano. Amen.
Misticismo a parte, ho anche deciso dove andrò: una gola del Sesia profonda e stretta, difficile e un po’ pericolosa da affrontare a piedi, ma paesaggisticamente mozzafiato. Non incontro quasi mai pescatori lì e non c’è traccia del passaggio dell’uomo; l’acqua è brutale, violenta, profonda… le grosse trote ci sono, ci devono essere. Continua a leggere
Tacere il Toce?
Forse sarebbe opportuno tacere il report di sabato, considerando che non è molto onorevole riportare due cappotti a fila.Tuttavia penso che sia giusto condividere anche i fiaschi e non solo farsi belli quando ci sono catture da mostrare. Lo scopo di questo blog in fondo non è l’autocelebrazione, anche se quella ci viene parecchio bene!
Così vi dirò che sabato mattina alle 6.59 eravamo davanti al Bar di Crodo Continua a leggere


