
Trota marmorata pescata sull’Adda da Mario Narducci
L’apertura della trota si avvicina. E non sarà un giorno di pesca come gli altri: l’attesa dopo mesi lontani dal torrente, le temperature rigide (in acqua e non solo), l’affollamento di pescatori, l’obbligo del ”piede asciutto” per evitare di calpestare le uova di trota in fase di schiusa. All’appuntamento è bene presentarsi pronti, nello spirito e nell’attrezzatura. Per non farci mancare nulla, noi di Anonima Cucchiaino abbiamo chiesto a cinque amici e grandi pescatori, maestri nello spinning e nella mosca, di darci qualche consiglio su come affrontare il ritorno al torrente: a che ora andare a pesca, quali esche scegliere, che zone del fiume battere, quali tecniche di recupero adottare. A formare il nostro Dream Team sono Savino Re (il Savio), cacciatore di marmorate a spinning in Sesia, Mario Gianninone (il Ruccio), decano dei moschisti del Toce, Roberto Cazzola, padre dello spinning italiano e inventore della tecnica spinfly, Matteo De Falco, pescatore top per versatilità e direttore di Caccia e pesca, e Mario Narducci, presidente dello Spinning club Italia. Approcci e stili diversi, un unico obiettivo: cominciare la stagione della trota con un bel pesce in fondo alla lenza, sempre nel rispetto del fiume e dell’ambiente.
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