
Giovedì scorso, spinto dalla notizia che i bass hanno iniziato ad azzannare le esche, decido di provarci. Ho la sveglia puntata alle cinque. Mi sveglio alle tre e mezza e non riesco più a riprendere sonno. Esco di casa con parecchio anticipo e arrivo sullo spot che è ancora molto, molto buio. Nel tragitto mi diverto a vedere i rimasugli umani che rotolano fuori dalle discoteche. Monto la canna al volo e sono sull’acqua. Silenzio e buio.
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Archivi autore: jacopo savoia
Le fario della Bosnia: unico Una
Quando leggo il programma fibrillo un attimo, la sorpresa triangolata tra i miei, Monica e l’Anonima è meravigliosa, ma cerco di non lasciarmi trascinare, diviso tra adrenalina e consapevolezza che nel mio mestiere non si può prevedere nulla. Per questo le ferie, spesso, saltano. Anche all’ultimo minuto. Così, buono buono, aspetto pazientemente fino a giovedì sera. Allora, ciao… Ciao a lunedì. Ora è il momento di urlare! Venerdì mattina passo a prendere Francis, Pietro e ci lasciamo alle spalle la città: destinazione Bihać, sulle rive dell’Una in Bosnia.
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Sembrava che dormisse
Un giorno di settembre del 1997 sono tornato a casa col mio bel numero di Pesca in mare appena comprato e ho iniziato a leggere avidamente gli articoli che, come al solito, mi facevano sognare pesci e posti fantastici che speravo, prima o poi, di catturare e visitare. Finiti i pezzi forti ho scartabellato svogliatamente i contenuti di contorno, che raramente sono all’altezza dei primi. Poi mi è caduto l’occhio su una lettera alla redazione decisamente più lunga del solito. L’ho letta d’un fiato. Poi l’ho riletta. E molte altre volte nei giorni successivi. A distanza di quindici anni mi capita ogni tanto di ripensarci ancora…
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Pesca&Fidanzata – Le foto di pesca
Per secoli la parola pescatore è stata sinonimo di contapalle. L’immagine di un omino con gli stivali gocciolanti che dichiara: “Ne ho preso uno così” allargando a dismisura le braccia, ha ispirato barzellette e battutacce di intere generazioni di frequentatori di bar. Poi è arrivata la fotografia, ma per lungo tempo è servita solo a fare ritratti e poco più. In tempi recenti, grazie alle conquiste della tecnologia, questa tecnica ha trovato finalmente il suo utilizzo più congeniale: fotografare le prede delle battute di pesca. Ed ecco che la fotografia digitale assurge a liberatrice dalle infami catene del contapallismo e strumento principe per il catch&release. Senza le foto a provare la cattura, credete che in molti rilascerebbero le prede? Ecco l’ennesima visione “sballata” della mia compagna…
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Alla ricerca dell’oro arancione dell’Adda: la raccolta delle uova di marmorata
Venerdì mattina Mario mi scrive che il giorno dopo ci sarebbe stata l’ultima raccolta di uova del Progetto Marmorata della stagione. Malgrado il poco tempo a disposizione e l’assoluta consapevolezza di non poter essere di nessun aiuto se non come mero bracciante, voglio esserci per fare qualcosa di concreto per i nostri fiumi. Pietro è della mia stessa idea e risponde presente all’appello portando anche Marta. Così sabato mattina siamo al bar per incontrare la squadra.
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Cronaca di un cappotto annunciato
Sabato ero incasinato da non crederci. Quindi stanco morto la sera decido che il giorno dopo devo assolutamente riposare un po’: sveglia alle 6 e via a macinare chilometri con una canna in mano. Ma dove? E con quale obiettivo? I lucci, anche se in Lombardia è ancora aperto sarebbe meglio lasciarli stare (e poi comunque non si fanno prendere facilmente…), i cavedani non mi vanno e di andare in riserva invernale non se ne parla nemmeno.
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Al capolinea – The End of the Line
Liberamente tratto da “Un mondo senza pesci” a cura di Nicola Ferrero di Slow Food e allegato al documentario “The End of the Line” di Rupert Murray – Feltrinelli.
The End of the Line è un documentario presentato al Sundance Film Festival 2009. Ed è anche un bel pugno nello stomaco. Ispirato al libro-inchiesta di Charles Clover, il film analizza insieme a ricercatori ed esperti la pressione di pesca sugli stock ittici facendo previsioni sul futuro degli oceani. Se lo sfruttamento delle risorse continuerà a questi ritmi, la maggior parte delle specie ittiche si estinguerà entro il 2048. Di seguito l’interessante intervista al regista a cura di Laura Stefani, contenuta nel libro che accompagna il dvd.
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Artificiali Show a Ferrara, due prime volte nella nebbia
Non ero mai andato a una fiera di pesca. E la prima edizione dell’Artificiali Show di Ferrara era un ottimo spunto per rimediare a questa mancanza, visto che ho saltato quella di Lanzo. Così domenica di buon’ora passo a prendere gli Invernizzi’s e facciamo rotta verso le lande estensi, dove non ho mai messo piede. La strada è tanta ma, in compenso, la nebbia di più. Ma non ci facciamo fermare da niente e un chilometro alla volta raggiungiamo la fiera di Ferrara. Nel parcheggio la prima sorpresa: non c’è un buco nemmeno a pagare. Chi si aspettava tutta questa gente?
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Capitani cappottosi
Ci eravamo organizzati da tempo: fare una reunion delle belle vacanze elbane al lago da Pietro. Poi però il gelo previsto porta Monica a desistere all’ultimo minuto e Marta si trova unico esponente del gentil sesso. Io però sono in grave astinenza e decido di sfidare il maltempo per far fare il bagno alle esche. Arrivo in loco de classe, un minuto prima dell’appuntamento. Armiamo barca e canne e iniziamo a trainare col nuovo assetto performante già provato al Pedrone’s Trophy dalla serie B.
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Capitani oltraggiosi

Liberamente tratto da “Capitani oltraggiosi” di Joe R. Lansdale, edito da Einaudi 2005.
Lansdale è un figo. Tutti i suoi romanzi sono delle calamite che ti lasciano andare solo dopo aver letto l’ultima parola. Non scrive di pesca, ma come quasi tutti gli americani, prima o poi due paroline in merito ce le spende. Ecco che col suo stile crudo e tagliente, racconta una battuta di traina d’altura in compagnia di tipi loschi.
[…] Mi svegliò il canto della lenza. Aprii gli occhi. Beatrice aveva lasciato cadere a terra la birra, e aveva tolto la canna dal sostegno.
– Hai preso qualcosa, – disse Billy.
– Davvero? – disse Leonard.
La lenza si tese al massimo e Beatrice diede uno strappo. Il pesce saltò. Era lungo ed enorme. Un pesce vela.
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