Apertura alternativa

Il ventisei febbraio c’era chi si è battuto come un leone sulle rive dei fiumi e chi invece è
rimasto a casa, senza per questo rinunciare a perorare la causa alieutica.
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Operazione “Overlord” – Apertura Trota sul Sesia

Un weekend perfetto in ogni dettaglio.
Sabato mattina partiamo da Milano io e Francis, prima però, alle 9.00, shopping sfrenato per colmare le cassette degli artificiali con una gamma di colori che neanche la scatola delle matite Caran d’Ache di quando eravamo alle elementari, scegliere le migliori girelline con moschettone griffato, fare fluoro a bobine traboccanti, affilare i chiodini e pettinare i feltri dei nostri stivali ultima generazione… non ci siamo fatti mancare nulla, persino occhiali polarizzati che farebbero bella figura sulla Croisette a Cannes! Continua a leggere

2,9 kg. La cattura più bella!

Sabato ho pescato in solitaria sull’Adda, bellissima giornata, peccato non aver visto “neanche una coda”… nessun brivido, neanche l’ombra di una pinna. In inverno succede. Così a buio fatto ho attraversato il bosco e raggiunto la macchina. Ma la giornata non era ancora finita… Continua a leggere

A big perch … un persicazzo !


Sabato il piano era chiaro nella mia mente: sveglia alle 9.00, aggredire Spino, aggredire un pranzo in trattoria e poi spaccare tutto a Rivolta. L’obiettivo? Sempre il solito: The Big Marmo!

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Un racconto tratto da un libro di S. Benni

Al bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d’artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. Entrando dicono: «La meringa è un po’ sciupata, oggi. Sarà il caldo». Oppure: «È ora di dar la polvere al krapfen». Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario. Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva. Subito nel bar si sparse la voce: «Hanno mangiato la Luisona!».


 (liberamente estrapolato da “Il vero pescatore” de “Bar sport” di Stefano Benni).

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